Ostensorio in fusione di ottone cesellato e dorato cm 27

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Descrizione

Ostensorio in fusione di ottone cesellato e dorato cm 27

L’ostensorio in fusione di ottone cesellato e dorato cm 27 è un ostensorio con una cornice con cesellatura a foglie intrecciate. La teca ha un diamentro di cm 15 mentre la base, anch’ essa cesellata e di cm 13.

 

Specifiche tecniche

Peso: 1, 400 kg
Materiali: ottone
Altezza: 27 cm

 

Ostensorio in fusione di ottone cesellato e dorato cm 27

L’ostensorio, nella liturgia cattolica, è l’arredo sacro utilizzato per esporre all’adorazione dei fedeli l’Ostia consacrata, ritenuta, in virtù della transustanziazione, vero corpo di Gesù Cristo. Al termine dell’adorazione eucaristica, il ministro ordinato abitualmente benedice i fedeli con il Santissimo Sacramento esposto nell’ostensorio.

Di solito l’ostensorio è forgiato in oro, argento o altri metalli preziosi. Esso è composto da:

  • base
  • fusto
  • teca

L’uso dell’ostensorio è diffuso unicamente nella chiesa latina e comincia a diffondersi soltanto verso la metà del XIII secolo, l’epoca in cui il dogma della presenza reale di Gesù Cristo nell’eucaristia trova la sua formulazione teologica nella dottrina scolastica della transustanziazione. È in questo contesto che si diffondono pratiche come l’elevazione dell’ostia durante la preghiera eucaristica, la festa del Corpus Domini e, appunto, l’esposizione del pane consacrato alla vista dei fedeli perché adorino il Cristo presente.

Inizialmente, si utilizzarono soprattutto i reliquiari per esporre il Santissimo Sacramento, ma si sono ritrovati anche croci, immagini sacre e tabernacoli adattati a questo scopo.

A partire dalla metà del XV secolo, tuttavia, venne adottata in sempre maggior misura una forma “architettonica“, a torretta o tempietto ogivale, quasi sempre d’argento: ricco di pinnacoli e sostenuto da una base elaborata artisticamente, al centro aveva una lunetta d’argento o d’oro, utilizzata per collocarvi visibilmente l’ostia. Tuttora questa forma (detta “architettonica”) è in uso nella liturgia ambrosiana.

Dal XVI secolo, dopo il Concilio di Trento, l’ostensorio cominciò ad assumere una forma a raggiera, che ricorda i “raggi solari“, ispirata tra l’altro ai suggerimenti della predicazione di Bernardino da Siena e oggi assai più diffusa nel rito romano. Nel XVIII secolo l’apparato decorativo si arricchì dell’ornamento di putti o angeli adoranti e di grappoli d’uva e spighe di grano.

Liberamente tratto da Wikipedia

Informazioni aggiuntive

Peso 1,00 kg

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