Acquaforte nozze di Cana 16×16 cm

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Descrizione

Acquaforte nozze di Cana 16×16 cm

L’acquaforte nozze di Cana 16×16 cm presenta una ceramica cm 10×10 realizzata su coccio fatto a mano e cotto a 930°, che rappresenta le nozze di Cana.
Incorniciata con legno massello antico.
Tratto dalle opere del pittore tedesco Albrecht Dürer.

 

Specifiche tecniche

Peso: 420 g
Materiali: legno e ceramica
Dimensioni: 16×16 cm

 

Acquaforte nozze di Cana 16×16 cm

Gv 2,1-12 Vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.

Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Dopo questo fatto scese a Cafàrnao, insieme a sua madre, ai suoi fratelli e ai suoi discepoli. Là rimasero pochi giorni.

In principio possiamo annotare il tenore, il centro del problema nel racconto: vi è una festa, ed è venuto a mancare il vino. Qui non è solamente una questione “puritana” il vino infatti è un elemento centrale nella cultura giudaica del tempo. Se manca il vino, manca la gioia, lo nota direttamente Maria. Gesù, dal canto suo, sottolinea certamente la sua riluttanza, ma compie il segno perché sa che, in fondo, l’elemento che al fedele non può mai mancare è proprio la gioia. Soprattutto se lui, Gesù, è lì presente.

Tratto liberamente da IlDolomiti.it